La storia

I traguardi

Meeting

Le attività sportive

Il programma della stagione

Il comitato

Statuti  regolamento

Sponsors e partners

Benvenuti nel sito del GTSC

Sci alpino

 

We will rock you

Team GTSC 2013

Tango Show

Team GTSC 2013

Divisa modello Moena 2011

Alcuni sciatori ciechi

Divisa modello Giappone 1995

Lo sci alpino è l'attività sportiva principale del Gruppo, sorto, come già citato precedentemente, nel 1976 grazie all'entusiasmo di due ciechi - Rino Bernasconi e Elio Medici - e del direttore della scuola di sci di Cardada, Giorgio Piazzini. Allora erano in pochi a crederci. Oggi il Gruppo Ticinese Sciatori Ciechi non solo è una realtà conosciuta alle nostre latitudini ma fa scuola addirittura in campo internazionale tanto da essere stato invitato, a più riprese, a rappresentare la Svizzera ai Congressi Mondiali Interski.

Con l'ausilio di radio riceventi montate nel casco o semplicemente tramite auricolari, gli sciatori ciechi vengono accompagnati dalle loro guide, riuscendo a raggiungere risultati che farebbero contenti molti altri sciatori.

Il GTSC conta sciatori compresi fra le 6 classi di capacità tecnica della FSS. Ogni anno le guide seguono un corso di aggiornamento per essere in grado di condurre i ciechi su qualsiasi pista. Infatti si destreggiano su quelle aperte al pubblico e non necessitano, come qualcuno potrebbe credere, di zone riservate esclusivamente a loro.

 


 

Divisa modello Congresso di San Moritz, 1992

 

 

Il programma stagionale prevede uscite durante il week-end. A febbraio di ogni anno viene organizzata una settimana bianca.L'attività del GTSC è iniziata e proseguita con estrema naturalezza, come se condurre un cieco lungo le piste innevate non comportasse differenza alcuna rispetto ad un qualsiasi altro sciatore. Eppure la differenza c'è ed è enorme tanto da apparire ai più insormontabile.

 

L'entusiasmo è la ricetta del successo. Entusiasmo e tanta amicizia da legare gli uni agli altri fino a fare dello sciatore cieco e della sua guida un binomio inscindibile non solo nel campo prettamente tecnico ma soprattutto su quello umano.

Con il trascorrere del tempo anche le tecniche di insegnamento e di guida si sono affinate. Ai comandi "a voce" impartiti dalla guida che segue come un'ombra il cieco si sono sostituiti quelli trasmessi via radio che hanno consentito una maggiore precisione, più concentrazione e un rapporto più diretto ed immediato fra i due.

E' necessario che gli ordini che la guida impartisce al cieco siano prestabiliti, semplici ma soprattutto unificati per favorire l'avvicendamento delle guide, in quanto sciare senza problemi e con la medesima fiducia con accompagnatori diversi è sinonimo di maggiore libertà. Se i comandi non fossero prestabiliti e unificati, dovrebbero sciare insieme sempre le stesse coppie.

Divisa modello Canada 1987


Se un giorno una guida fosse impossibilitata, si perderebbe molto tempo per accordarsi sui comandi e sciare convenientemente. Da parte della guida si esige la massima concentrazione e solo sciando in maniera accorta e con la necessaria conoscenza della persona cieca è possibile instaurare un buon rapporto di fiducia.

Nel 1981 Giorgio Piazzini, l'allora presidente del Gruppo, sul Corriere del Ticino scriveva-. "Gli sciatori ciechi hanno ormai raggiunto un ottimo grado di preparazione che pone ulteriori e non semplici problemi.

 

Divisa modello Cardada

Ma una cosa è certa: tutti questi visi sereni e soddisfatti che incontriamo nelle nostre gite, rappresentano la più bella testimonianza di persone che hanno saputo padroneggiare il loro destino e che sanno gustare la vita". Questo sintetico bilancio riassume meglio di qualsiasi raccolta di dati e cifre, il perché dell'esistenza di una simile associazione.

"Parlare di un iniziale periodo pionieristico può forse apparire esagerato - afferma Piazzini - eppure le difficoltà obiettive cui il GTSC è stato confrontato non possono essere dimenticate: basti pensare all'umano disagio del primo contatto con i ciechi, il timore di urtarne la suscettibilità e più specificatamente la totale mancanza di letteratura in merito alle modalità di insegnamento della pratica dello sci ai ciechi.

 

Grazie al reciproco impegno questi ostacoli hanno potuto essere felicemente superati."

 

 

I primi vent'anni sono stati caratterizzati dalla tuta gialla con striscia nera sul petto per i ciechi e dalla tuta rossa con striscia nera per le guide. Ora il concetto è cambiato a favore di un'integrazione totale e la divisa è uguale per entrambi. La tuta è di colore verde, molto riconoscibile da lontano. Sul dorso spicca il logo del GTSC. Dentro un triangolo equilatero giallo, due sciatori stilizzati in nero. Due S a richiamare la dinamica di una curva parallela, l'impronta di una curva a due, in perfetta sincronia, in neve fresca, ma anche due sagome di ciclisti a caratterizzare il tandem ovvero il binomio guida-cieco che non si differenziano più, volendo così sottolineare il nuovo concetto di integrazione.
 

 

Karl Gamma, presidente dell'interski canadese e direttore delle Scuole di sci Svizzere, ha affermato che "sul nostro pianeta esistono 40 milioni di ciechi, se una minima parte di questi potrà beneficiare dell'esperienza del Gruppo Ticinese Sciatori Ciechi, sarà senz'altro un valido contributo nel campo della solidarietà umana". L'alto livello tecnico raggiunto dai nostri sciatori che sulle montagne del Mount Norquay, del Sunshine e di Lake Louíse hanno disegnato stupendi arabeschi, ha sicuramente impressionato gli addetti ai lavori.

 

 

Lo sport invernale permette al cieco di assaporare esperienze che non riuscirebbe a concretizzare di sua iniziativa. Il fascino della velocità, la forza centrifuga e le sollecitazioni che agiscono sul corpo sono delle esperienze vissute in prima persona. Inoltre gli intensi stimoli termici come calore, freddo e vento e le condizioni della pista (liscia, a cunette, ghiacciata, soffice), sono fattori molto importanti per stabilire un rapporto con l'ambiente esterno e nella fattispecie con l'inverno. In condizioni normali l'inverno, nella vita quotidiana è sinonimo di ulteriori problemi per un cieco: strade ghiacciate, mucchi di neve ai bordi delle strade, fango, ecc. Per un cieco il fatto di poter fare un'esperienza in un ambiente invernale, a tratti ostile, è un fattore sicuramente positivo come pure lo è il fatto di praticare con discreta abilità uno sport che a livello nazionale ricopre un ruolo importante.
 

 

Per i due protagonisti la pratica sciistica diventa un'esperienza indimenticabile quando la guida viene completamente accettata dal cieco e quando i desideri e le necessità di entrambi sono indirizzati verso un medesimo traguardo. La guida è naturalmente responsabile dell'incolumità (sicurezza) dello sciatore cieco e deve provvedere affinché questi reagisca in maniera adeguata agli stimoli esterni. Egli descrive il pendio e le condizioni della pista e naturalmente i movimenti da eseguire. La guida ha il compito di vedere per il cieco e di prendere diverse decisioni durante la discesa.
 

 

L'obiettivo è quello di praticare in comune un certo tipo di attività sportiva per trarne soddisfazione e movimento.
 

 

Sulla Rivista SKI nel dicembre 1977: "Il dono della vista è tanto naturale che nessun sciatore immagina certo la possibilità di assaporare le gioie offerte dallo sci di fondo o dalle discese, senza la luce degli occhi. Eppure si avvera anche questo miracolo! Con l'aiuto di molti appassionati, anche i deboli di vista ed i ciechi imparano a sciare o continuano a praticare lo sci dopo aver perso la vista".

 

 

Questa del GTSC è certo una delle attività che oltre a far beneficiare chi è privo della vista, arricchisce profondamente la personalità della guida.

 

 

Come si guida un cieco?
 

Guidare un cieco è prima di tutto un problema di esperienza e di abitudine. Il primo concetto cui dobbiamo ispirarci è la sicurezza. Nel corso della discesa la guida scia dietro il cieco seguendo esattamente sua la traccia . L'introduzione della radio si è poi rivelata, sin dall'inizio, "il pezzo forte" dell'attrezzatura. Essa funziona quale trasmittente per la guida e ricevente per il cieco.


Attraverso la radio si usano i seguenti comandi:

Per fare un determinato gesto sportivo ...
 
il Comando è ...
Per partire
 
Vai
Per cambiare direzione sinistra, destra
(il tono della voce indica se la curva deve essere stretta o allargata)
 
Per effettuare una traversa o uno "sciuss"
 
mano o braccio a cui segue destro o sinistro
Per rallentare
 
Frena, rallenta
Per fermarsi Alt,
Stop, in caso di emergenza
 
Per sciare liberamente libero

è l'espressione massima dello sciare con i ciechi, è la realizzazione completa del concetto di integrazione.

Cortoraggio hop, hop (per dare il ritmo del cortoraggio)

Ogni altra parola è superflua.


Ritorna a "Che cosa facciamo ?"

 

Ritorna alla prima pagina.