Corriere del Ticino del 25 - agosto, archiviato il 25.9.2004:
La poliedrica attività del "Gruppo ticinese sciatori ciechi"
Molti sport anche per chi non vede
"La cecità è un processo nel quale dobbiamo imparare a vedere in modi diversi".
di Silvia Villa
A dirlo è Rino Bernasconi,che nel 1976, insieme a Elio Medici e ad altri amici, fondò il GTSC, Gruppo Ticinese Sciatori Ciechi.
Ora, dopo quasi trent'anni di attività, il gruppo di amici è diventato una vera e propria istituzione per i ciechi che vogliono praticare dello sport.
Perché sebbene lo sci (alpino e fondo) sia stato il trampolino di lancio per l'associazione, ora gli sport praticati sono aumentati, includendo alpinismo, escursionismo, tandem, nuoto e ginnastica.
La montagna rimane comunque fonte primaria di ispirazione e aggregazione.
Nel corso degli anni, il GTSC ha maturato una grande esperienza nel settore, partecipando a diversi meeting internazionali. Come nel 1992, a St.Moritz, quando la squadra organizzò il primo Congresso internazionale "Sciare con i ciechi", dove si radunarono persone provenienti da 14 Paesi.
Lo scopo, pienamente raggiunto, del congresso era quello di discutere dei temi legati alla disciplina sciistica e al suo insegnamento ai ciechi.
Ma non c'è solo la Svizzera, anche Giappone e Canada figurano nei traguardi di questi atleti.
La partecipazione in Giappone ad Interski, uno dei maggiori raduni itineranti mondiali che riunisce le migliori scuole di sci del mondo, costituisce un punto d'orgoglio per tutto il gruppo dello sci club.
Non solo perché sono riusciti a dimostrare che anche i ciechi possono sciare ad alti livelli, ma anche per il forte messaggio che si è voluto lanciare a tutti coloro che, attivi nell'insegnamento dello sci, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con una realtà agonistica che necessita di tecniche speciali. Ma il GTSC non è solo sport fine a se stesso.
é una realtà in cui finalmente, ciechi e non, fondono la propria volontà alla ricerca di un fine comune.
La sciata in tandem, il cieco davanti e la guida dietro che ne assicura la discesa attraverso la comunicazione via radio, è la massima espressione di quell'integrazione raramente realizzabile in altri ambiti della vita quotidiana.
Due persone che sciano come se fossero una, che condividono un'esperienza agonistica con la passione che solo gli sportivi sanno avere.
Il responsabile a interim del Gruppo, Mario Addonizio, commenta la sua esperienza sottolineando che gli esordi non sono stati facili.
Come per ogni novello sciatore, mettere per la prima volta gli sci ai piedi ha comportato qualche problema. Ma poi il fascino della montagna ha avuto il sopravvento. Scappare da una settimana di lavoro, unirsi a un gruppo di amici e rilassarsi sciando è una tentazione a cui non è facile resistere. Perché la maggior parte degli sciatori ciechi, sfatando i luoghi comuni, sono persone che vivono una vita piena di impegni, di soddisfazioni e, perché no, anche di preoccupazioni. Che spesso non hanno niente a che fare con il loro deficit visivo. Le possibilità ricreative offerte dal GTSC sono diverse, e tutte organizzate per accogliere chiunque volesse parteciparvi. Vedenti inclusi. Senza discriminazioni.